Lezione dal corso Branded Content
Eccoci qua.
Siamo live finalmente con Nicolò, che era tantissimo tempo che volevo avere in Weber con noi.
Come stai? Tutto bene? Bene, grazie.
Ciao.
Ciao a tutti.
Buongiorno.
Buongiorno a te o buonasera che tanto ormai non si sa mai.
Alle sei è sempre quello orario tra buon pomeriggio e buonasera che non si sa mai come identificare.
Beh, stavi dicendo che io ho appena sono entrata e ti ho visto.
Che bellissima location che hai tu! Mai detto Questa è la mia cucina.
E quale posto migliore potrebbe avere per una bambina con chef in camicia? Beh, vuoi raccontarci un attimo come è venuto fuori il nome? Chef in camicia? Ma sì, dai volentieri il racconto.
Tanto un episodio sempre carino.
La La storia vera è sostanzialmente quando quando nasce chef in camicia nel duemila quindici era un po' esploso il movimento di tutti questi chef Questa cucina che andava molto di moda? No, Però lo chef di solito è sempre connotato.
È sempre stato connotato da questa giacca.
Da questo diciamo look molto elegante, no? Molto quasi m' Divisivo.
No Potty all' lontana rispetto a quello che potrebbe essere una tua passione.
Perché ti lo vedi come proprio qualcosa di irraggiungibile, per cui ho detto Cavolo, la camicia è un sia maschile che femminile, per cui inclusiva là è un capo di abbigliamento super informale, seppur mantiene il suo stile perché la puoi portare o aperta oppure elegante e tutto ed è un qualcosa che mettiamo tutti i giorni, per cui fare uno chef in camicia non più in giacca poteva essere una figura di uno chef, diciamo alla portata di tutti, ma con il suo stile no, qua sei spiegato quante volte hai raccontato questa storia ormai di un miliardo di volte, è ormai un miliardo di volte.
Poi C' è anche il secondo motivo.
Il secondo motivo che il mio socio, Luca il papà avevo un'azienda di di camicie e quindi ho detto facciamo già il primo brand content subito a partire da zero che ci dai camicie gratis e quindi avevo collegato un po'.
Le due cose però non è poi andata così, comunque ed è venuta invece le esigenze di mercato o la passione per questa cosa specifica per questo brano.
Ma la esigenza de le esigenze di mercato in realtà è una tematica sempre come come sostengo quando quando magari appunto parlo anche con qualche ragazzo più giovane che diciamo tra virgolette non ho particolarmente considerato nel senso un po' più ascoltato le le mie passioni e le passioni di Luca e Andrea che sono i miei due soci fondatori, società, i soci fondatori insieme.
Noi siamo sempre stati appassionati di cucina.
Poi Andrea era anche un professionista del settore, faceva lo chef e quindi diciamo che è nato da una nostra passione, più che da ascoltare quella che poteva essere un'opportunità di mercato.
Noi abbiamo sempre messo al servizio che dato che il nostro lavoro era un side job all'inizio, era qualche cosa che facevamo, diciamo per arrotondare.
Lo facevamo principalmente, appunto per passione, perché ci piaceva il mondo della cucina.
Ci piaceva l'idea di poter condividere i nostri piatti con ospiti, amici e tutto.
E da lì è partito tutto.
Per cui piu' opportunità, passione.
E poi, come mi dice sempre Alessandro, il fondatore di Will, il vicino nel vostro ufficio sempre, sempre un odore, un profumo di cibo incredibile.
Quindi immagino che voi tre fate il contenuto, si scappa anche da s'aggira ogni tanto.
Giusto, ma si è poi considerare che comunque è anche da una parte importante proprio per la resa finale del video.
Il fatto che si faccia vedere l'assaggio perché da una parte dà anche quella quell'effetto di golosità e di food for come si dice sul web, che comunque piace e fake dall'altra parte poi per fortuna spesso i piatti vengono anche abbastanza bene, per cui se non siamo noi direttamente, comunque li condividiamo con i ragazzi che lavorano insieme a noi e quindi riusciamo abbastanza a affamare un po' tutto il tutta l'azienda.
Ma quando siete partiti all'inizio perché questa parte del duemila quindici quando ci avete messo hai detto che era un side project said Jobs prima di dire Ok, lo lo trasformiamo nella nostra professione principale.
La nostra azienda principale è stato graduale, nel senso che L'idea nasce quasi a fine duemila quattordici, proprio come super said Jobs.
Poi a metà duemila e quindi ci è arrivata una prima commessa, diciamo aziendale piu' corporate no, che era tipo cinque capo, una cosa di questo genere, per cui, essendo la prima commessa, un po' più corposa, abbiamo detto Sai cosa c' è con questi soldi della commessa.
Apriamo la società, ci paghiamo il notaio e quindi la trasformiamo.
Intanto in una società per cui un'entità giuridica da li' fai conto che ci abbiamo messo trasformarmi.
Io sono diventato full-time sous-chef in camicia, abbandonando tutto quello che avevo al di fuori dall'inizio del duemila sedici per cui sei mesi.
Poi invece gli altri miei due soci ci hanno messo un pochino di piu', nel senso che all'inizio la struttura non poteva pagarti uno stipendio regolare a tutti, per cui si é anche a me che comunque è stato il primo ad iniziare a lavorare.
Ovviamente ha uno stipendio molto, molto calmierato per per in quel momento e quindi era sufficiente proprio per pagare un impiego full-time migliora anche quello che tra virgolette aveva un po' meno da perdere perché ero su un progetto sempre di startup che era molto promettente.
Però non stava ancora pagando co come doveva, insomma, e quindi gli altri due ragazzi che invece erano più un'occupazione è un po' più stabile e si sono presi un pochino più di tempo sapendo che io comunque avrei portato avanti molto volentieri il lavoro.
Insomma assolutamente.
E poi proprio da poche settimane avete raggiunto un milione di follower su instagram, quindi congratulazioni per questo e quando avete cominciato a vedere invece la crescita proprio social.
Sicuramente i social, proprio anche in base al vostro business model, erano sicuramente qualcosa che siete partiti fortissimo fin da subito.
Ma come è andata? Magari l'evoluzione di questo, anche perché voi siete su tantissimi soldi versati talk interest da dove ha poi parlato? Già, quindi però ti faccio un piccolo spoiler è però è molto interessante quello che tu stai dicendo e ti faccio.
Ti dico una cosa di cui sicuramente sei molto più certo di me che è stata banalmente una campagna di Vicky e quello che mi ha fatto svoltare la la la cosa Perché? Perché sostanzialmente noi abbiamo iniziato su Facebook e Instagram con un un editorialista video di un video al giorno questa era la nostra value position.
Un video del giorno di ricette Seguici per un video al giorno? Questo è il copione, ogni campagna.
Se io dico che una video ricetta diversa ogni giorno é sostanzialmente quando a un certo punto abbiamo siamo partiti a ventisei aprile, duemila e sedici con i primi video con il primo video pubblicato su Facebook e su Instagram, fai conto che a metà luglio abbiamo scoperto questa campagna che sostanzialmente illustrando i post, mi faceva sostanzialmente ottenere follower ad un costo molto basso di due centesimi.
Me lo ricordo ancora ehmm Facebook, Facebook, Facebook, Facebook, Instagram andava più lento, la la fanbase crescerà più lentamente perché era per conto che nel duemila e sedici C' era il grande hit di Facebook video per cui erano premiatissimo i video, mentre invece Instagram è ancora molto più fotografico.
I video eri un po', un precursore e quindi questa cosa qua ci ha fatto sì che in un'estate sostanzialmente torniamo dall'estate con i nostri video già programmati.
E tutto che la comunità di Facebook è arrivata a centomila persone, per cui da lì abbiamo detto cavolo, potremmo secondo me vendere degli spazi commerciali all'interno di questi di questi format.
E poi da lì è partito il go to market di vendita del brand content.
E visto che di startup qualcuno l'ho vista malgrado non tutte sono andate bene, però nel senso é tutta esperienza.
É quello che mi ha fatto credere dall'inizio chef in camicia è stato il voto market che rispetto a tutte le altre startup che io ho lavorato a tre altre startup, non era mai stato così.
Nel senso proprio quello che è stato il grip sul mercato in quel momento di quel modello di business di quella cosa non non non avevo mai visto rispetto alle altre quello quando tu inizi a vedere che comunque magari già dai primi mesi di vendita del prodotto, seppure un servizio o un prodotto a basso prezzo, in quel momento iniziai a vedere le grandi aziende come danone ti rispondeva, faceva l'appuntamento e magari da poche migliaia di euro però te le dava.
Avevi capito che comunque quella era la strada giusta perché non era solo danone, ma iniziavano ad essere tanti gli appuntamenti commerciali iniziano ad esserci interesse nel prodotto, ma quindi voi non eravate l'idea? Non era mai partita con sappiamo già quale sarà il business model, ma o magari era sicuramente l'idea di essere una di quelle.
Ma voi vi siete detti che quello che volete anche voi con la c' era chiaramente l'idea fin dall'inizio perché alla fine siamo partiti dal giorno uno con un progetto di monetizzazione, però di sostenibilità.
Più demonizzazione però è il punto principale era sempre partiamo dagli utenti, quando cioè utente, quando cioè community.
Quando ci interesse si alzano tantissime opportunità in tantissime persone partono pensando il contrario, come faccio a fare soldi, ma se poi non gli utenti non hai gli asset per poterlo fare è difficile poi aiutarlo.
Guarda, è toccato un tasto verissimo io me lo ricordo ancora quando son partito elettorali facciamo contiamo su community, poi vediamo iniziamo a tirar su gente che comunque è ingaggiata che a cui piace quello che stiamo facendo e secondo me poi quello nel momento in cui abbiamo una community ricettiva poi vediamo un attimo come strutturare il nostro modello di business assolutamente.
Guarda, abbiamo chiuso con quest'ultima frase questi dieci minuti iniziali di presentazione ti lascerei allora incominciare il webinar guarda, sei la persona io ogni bello perché tutti i weber che faccio le persone con cui parlo ognuno cioè uno stile diverso e tu sei una persona che come me parla velocissimo e quindi anch'io devo andare a starti dietro e quindi è stupendo quando succede questo ti lascio allora metterti in full screen e perderci per qualche minuto si è appena ci sei e ti metto per la presentazione okay vedo per depurare la parentesi e parlare veloce è un'ansia da prestazione costante.
Tu lo saprai meglio di me, nel senso che bisogna essere sempre super preparati andare veloce per far si' che hai capito e cerchi di dimostrare però è, almeno per quanto mi riguarda, ovviamente un po', un combattere l'insicurezza di base, no, nel senso negli anni poi poi diventa se c'è anche la voglia di esprimere il proprio concetto e passarlo con entusiasmo.
Non so come dire un po', una commistione delle due cose.
Assolutamente.
Però noi ci nascondiamo sempre dicendo che in realtà è perché siamo troppo smart, quindi dobbiamo parlare troppo veloce.
Esatto, esatto.
Lasciate la presentazione, allora ci vediamo dopo, ragazzi.
Buongiorno.
Ciao a tutti.
Oggi ho preparato questo webinar parlando di brand content, ma lo faremo in una maniera un po' particolare, nel senso che più che una lezione accademica sul tema del brand content vuole essere in realtà un un a tratti una storia, quella di chef in camicia e poi a tratti una serie istruzioni per l'uso di quello che vuole essere un po', un una costruzione di un media e poi quindi lo sviluppo di un brand content.
Perché il brand content poi vedremo piu' in la'.
Di cosa si tratta? Non può esistere se non esiste una community per cui diciamo che è un prodotto che ha senso di esistere solo qualora cioè una allora partiamo parlando di che cosa si fa in camicia.
Io ho creato questa timeline che riassume diciamo dei cake sia economici che di mai, Elston che di quei piedi community che racconta un po' quello che chef in camicia non non mi dilungherò qua troppo, ma mi piacerebbe appunto spendere due parole per farvi un po' capire chi siamo e come è nata questa cosa questa avventura imprenditoriale.
Eh vabbè momento emotional nel millenovecento novantatré io, Luca e Andrea Luca, in arte Lello, per chi seguisse chef in camicia ci siamo incontrati, conosciuti in prima elementare, abbiamo condiviso un percorso scolastico misto, diciamo un po' di alimentare un po' di media, un po' di liceo insieme e poi le nostre strade si sono separate.
Siamo sempre rimasti molto amici, finché nel duemila e quindi ci siamo incontrati e in mezzo ad una gioventù abbastanza tribolata, soprattutto per quanto riguarda il l'aspetto lavorativo, ci siamo seduti a un tavolino, tutti diciamo molto, accomunati da una passione per la cucina e abbiamo detto perché non provare a a far questa questa chef in camicia? Quindi l'idea di uno chef, appunto.
Come dicevo, prima Luca un po' alla portata di tutti e fare dei piccoli eventi dei piccoli catering per siamo milanesi abbiamo un sacco di contatti per un po' di un po' di gente, un po' di nostri amici, in modo tale da arrotondare quelli che erano i nostri miseri stipendi.
Da lì abbiamo iniziato abbiamo fondato la società nel maggio duemila quindici solo offline, quindi solo solo appunto questi piccoli eventi, con un fatto misero alla fine dell'anno che però ci aveva permesso di aprire la società.
Una srl semplificata con un euro di capitale sociale, per cui una forma molto esile, un modello inapplicato appunto alla società.
Da lì poi abbiamo detto nessuno di noi voleva fare catering.
Diciamo che tutti noi abbiamo esperienze disparate.
Io forse ero quello più legato al mondo startup digitale tra cui nel duemila e sedici.
Abbiamo deciso che piuttosto che dividerci i primi soldi di questi eventi, di investirli nella creazione di contenuti web di contenuti video è di contenuti appunto multimediali, video da pubblicare su dei canali e promuoverli tramite l'utilizzo di strumenti di business manager per cui siamo partiti.
Abbiamo abbiamo detto dai, buttiamoci in questa avventura abbiamo visto that made in America funzionavano molto bene in Italia, non c' era nessuno che lo faceva, per cui ventisei aprile, duemila e sedici abbiamo aperto il Facebook é il canale Instagram e abbiamo avuto un editorialista su questi due canali che hanno fatto sì che sostanzialmente è questo potesse andare a creare una community dove andare a distribuire questi contenuti e provare a vendere appunto del brand content su questi contenuti nel duemila diciassette, il Duemila e sedici lo chiudiamo con un centocinquantamila euro di fatturato nel duemila diciassette facciamo un primo aumento del capitale.
Un nostro cliente in realtà aveva una piccola società di investimento di amici e noi che stavamo crescendo bene, io iniziavo a intravedere un'opportunità interessante in questo mondo in questo modello facciamo un primo momento di capitale che ci serve.
Ehm mini sid, lo oserei dire un presidio che ci serve sempre a costruirci una base operativa, quindi un ufficio dove fare content creation e per ampliare la nostra community che inizia quasi ad arrivare a un milione.
Da lì poi è stata una crescita, diciamo costante.
Nel duemila diciotto abbiamo lanciato il canale YouTube, abbiamo costruito un'applicazione che potesse dare sfogo al user generated content e intanto abbiamo continuato ad un mestiere per continuare a crescere nella community.
Anche lì abbiamo raddoppiato il fatturato, arrivando circa seicento cinquantamila euro.
Nel duemila e diciannove non ci siamo fermati.
Abbiamo continuato a voler investire aprendo subito, diciamo da precursore, il mondo tic-toc al mondo Pinterest e anche in questo caso, con il modello del brand content siamo riusciti a raddoppiare il fatturato arrivando a circa un milione e cento e nel duemila.
Scusa sì, nel duemila eventi, appunto, quello che è stato l'anno passato hanno di covi d' lanciamo accademia che è stato il nostro progetto più più grande principale, più più ambizioso.
A marzo del duemila eventi la community continua a crescere fino ad arrivare a tre milioni e cinquecentomila persone.
I content creator.
Come vedete un altro capii che non avevo mai detto perché iniziale, mentre eravamo solo noi tre diventano nove e fatturato raddoppia, riusciamo ad arrivare ad un milione e centomila euro di fatturato e quest'anno l'obiettivo sostanzialmente è quello di continuare a crescere come community, continuare ad espandersi co come content creator.
Per cui come contributo al mondo chef in camicia e di raddoppiare nuovamente il fatturato, per cui un'azienda che ha sempre continuato a crescere e a investire soprattutto nel nel media, appunto crescendo come community e nel prodotto oggi questo è quello che esce in camicia oggi quando vi parlo di media.
Oggi a me piace sempre dire che il media la differenza tra media influenza che molto spesso un'influenza molto forte su un singolo canale o a a un touch point molto forte, ma poi non riesce a muoversi e destreggiarsi bene su tutto quello che è il panorama social a disposizione.
Noi un po' come vi faccio vedere in questa timeline abbiamo sempre investito in tutti i canali e questo ci ha permesso di partire da Facebook e Instagram, dove sono un po', le nostre due roccaforti.
Abbiamo superato i due milioni e mezzo di utenti, ma negli anni abbiamo aperto YouTube, dove ormai siamo quasi duecentomila utenti.
Abbiamo creduto sin da subito in tic toc.
Abbiamo creato un Giga gruppo privato Facebook dove c'è un'interazione Incredibile, abbiamo fatto un'app con ottantacinque mila utenti.
Abbiamo una bellissima come spie interessa molto ingaggiata.
Abbiamo una comunità su WhatsApp che su Messenger, più legato al tema della conversione molto alta.
E poi abbiamo un sito web che abbiamo ricreato da zero che anche questo, diciamo, vuole essere un nostro touch point per incrementare appunto la potenza del nostro media.
E ogni canale poi diventa uno spazio potenzialmente commerciale da poter vendere alle aziende.
Per cui abbiamo sempre cercato di non dimenticarci nessuno di quelli che erano i canali, diciamo social da poter sviluppare un'altra lui.
Vi faccio vedere un po', quella che è l'ultima slide legata un po' al nostro mondo di alcuni oggi chef in camicia, uno dei primi media sul mondo di cucina in Italia tantissime interazioni e come vedete il tempo di visualizzazione dei nostri contenuti è sempre molto lungo e questo testimonia il fatto che in realtà non c' è una regola su quanto deve essere lungo un contenuto, ma molto più spesso è quanto interessante un contenuto.
Se il contenuto interessante, ovviamente, il tempo di fruizione sarà più alto se il contenuto è smaccatamente una marchetta, il contenuto di il tempo di visualizzazione sempre in realtà più ridotto e allo stesso modo le performance che sono continuate a crescere negli anni e queste sono state uno dei punti di partenza nella nostra costruzione dell'offerta commerciale della appunto brand content.
Ma cosa si intende per brand conta? Entriamo nel nel merito della presentazione del tema di oggi per brand content.
Che cosa intendiamo noi? Ci sono tantissime definizioni da quella più accademica, quella meno accademica, diciamo quella che per noi è la definizione di brand content, che è un contenuto prodotto da chef in camicia.
E questa è una qualcosa per noi.
È importantissima perché la produzione di ciò che avviene su chef in camicia è sempre curata da chef in camicia, non è fatta da terzi, non è una curatela di contenuti che troviamo sul web e distribuito sui canali media di chef in camicia stessa, per cui è un po', un fatto tutto in casa.
Ed è per questo che è appunto la sfida iniziale è stata quella di rivoluzionare un vecchio modello e trasportarlo in un nuovo modello, con una proposizione commerciale che potesse essere intrigante per le aziende.
Cosa vuol dire eh, immagino che tanti di voi lavoreranno, avranno comunque approcciato il mondo del digitale o il mondo pubblicitario.
Insomma, sapranno un po' come funzionano le dinamiche, come funziona, come ha sempre funzionato.
I clienti diciamo tradizionali no.
Il mondo delle aziende del mondo che investe in pubblicità come lavorava quando si doveva approcciare al mondo digitale, a questo mondo sconosciuto cosa faceva? Andava da un'agenzia creativa.
Non voglio fare nomi, ma le conoscete tutti? Da vabbè, li faccio da Sace.
Insegnaci a young Rubicam, a tutti questi grandi colossi, sostanzialmente molto forti nella produzione di contenuti video, diciamo spot televisivi e dicevano vogliamo dei contenuti per i canali social, spendevano delle marcate di soldi, spendevano delle marcate di soldi.
Però la produzione di questi contenuti solo che cosa succedeva? Che queste agenzie facevano dei contenuti e dei lavori, magari artisticamente molto validi, che però avevano un grande limite.
Non avevano una community su cui essere distribuiti, per cui il rischio era sempre lo stesso.
Si facevano dei contenuti pensati e realizzati di grandissima qualità, però poi venivano distribuiti sui canali social dell'azienda con il classico effetto che vi sarà capitato a tutti di vedere che vai sotto un video di youtube sotto il canale dell'azienda tal dei tali e a venti visualizzazioni, per cui hai speso cinquantamila euro di produzione e il risultato è stato che lo hanno visto e hanno messo like tutti i tuoi dipendenti.
Per cui questo era un vero problema nel mondo digitale che quando siamo arrivati noi nel duemila e sedici, diciamo sull'industria del food, abbiamo cercato di combattere e cercare di cambiare.
Perché? Perché il modello che abbiamo proposto noi qual era era quello che in realtà sia la produzione che la distribuzione del contenuto per il brand fosse realizzato direttamente dal content creator.
Perché? Perché se noi siamo il media, quindi siamo un canale che parla di cucina e abbiamo già una community a cui parliamo di cucina.
Sappiamo quale potrà essere il contenuto, che ovviamente deve essere integrato con il brand da distribuire alla community.
Questo ha un doppio effetto.
Perché? Perché da una parte il content TT interfaccia con un unico interlocutore, mentre invece prima avevi il l'agenzia creativa e poi il tuo social media manager, diciamo, mentre invece qua è solo un unico interlocutore con il quale discuti sia della produzione del contenuto brand sia della stessa distribuzione.
Il risultato quindi è sempre migliore e più monitorato.
Perché? Perché quel contenuto brandizzato viene su una community già molto popolata e dove sai già di avere della rispondenza e quindi tu non incorre più in quel tipo di pericolo di fare un contenuto bellissimo che però non vede nessuno.
E inoltre, ovviamente, il content Creator, scelto e selezionato sulla base della piattaforma sulla quale vuoi andare a fare content curation è già esperto nella produzione del contenuto, appunto per quella piattaforma.
E questo è proprio è stata un'evoluzione incredibile ormai diciamo che dopo cinque anni di questo lavoro devo dirvi che è sempre meno è sempre più difficile vedere Un'azienda che realizza un video con un'agenzia creativa e poi lo distribuisce un po' così a Muzio.
Perché? Perché è sempre di più ormai, appunto, le aziende si rivolgono a coloro che hanno appunto una community e che creano contenuti appositi.
Però, appunto, si parla di community e content curation.
Ma come si, come si fa? E come come come si fa a fare i media? No, perché poi è facile parlare quando c' è una community già formata, ma oggi il mondo è secondo me ancora più pieno di opportunità rispetto a quando abbiamo iniziato.
A noi no, perché quando abbiamo iniziato noi c' era solo Facebook e Instagram.
Ma oggi pensate a quanti touch point esistono nel mondo del media.
Può essere un sito web puo' essere un canale LinkedIn può essere un canale YouTube, ma può essere un account tic-toc oppure una proposizione di Adam pensate a un modello come quello di morning Room o può essere un gruppo privato su facebook.
Insomma, oggi c' è solo la diciamo l'imbarazzo della scelta da dove partire, no, per cui in primo luogo bisogna pensare un po' da dove si vuole partire? Ehi, io qua vi ripercorre un po' quello che è stato il nostro percorso no, per cui quando vuoi partire a costruire un media nella costruzione del media, perché considerate sempre che se volete costruire un brand content che vuol dire un contenuto brandizzati e quindi realizzato in partnership con un brand, é distribuito su una community condicio sine qua non aveva una community per cui bisogna assolutamente partire appunto da una community.
E quindi io vi ho messo, diciamo, tre punti principali, secondo me da tenere presente quando si vuole partire nella costruzione di un media.
Il primo è il top di cui parlare, secondo il touch point da cui partire e il terzo è il budget a disposizione.
Entriamo nel merito.
Vi faccio tre esempi virtuosi di quelli che sono state delle strategie di crescita di media su tre verticali molto diverse.
Le conoscete sicuramente, diciamo tutte e tre, magari finché diciamo conoscevate ma la conoscete? Poi oggi Frida Will Sheff in camicia Come vedete tutte queste aziende che hanno avuto, diciamo lanci differenti in anni differenti, hanno avuto un rilascio graduale.
Frida, che è partita con tanto budget, ha lanciato sin da subito Facebook e Instagram, ma non ho detto lanciamo Facebook, Instagram, il sito, le stories, il prodotto YouTube tutto nello stesso anno.
Ma hanno capito che è una crescita e un adattamento alla piattaforma.
E la creazione di community su una piattaforma deve essere graduale.
Per cui, così come Will stesso, diciamo che noi e Frida che siamo un po' più anzianotti, siamo partiti dal mondo.
Facebook.
Perché? Perché nel duemila sedici, nel duemila diciassette, era un mondo che permetteva di avere tante cose sul mondo video e premiava tantissimi contenuti.
Cosa che poi, appunto è avvenuta con Instagram, appunto nel duemila e diciannove quando è stato lanciato Wil e quindi con tre budget diversi.
Diciamo che tutti questi media hanno scelto di approcciare diversi lanci di prodotti diversi, lanci di piattaforme nel tempo, con un rilascio graduale, sempre considerando che poi, una volta che veniva lanciato un nuovo canale non veniva trascurato assolutamente.
Quelli che erano stati i canali lanciati precedentemente topics.
Questa è secondo me la cosa più importante è io conosco, sono uscito di ufficio di Alessandro di William, per cui lo conosco bene, so benissimo, per esempio quanto lui appassionato del mondo, dell'informazione no e delle news per come vi dicevo all'inizio noi quando abbiamo fondato shopping, ma ci siamo ritrovati io, Luca e Andrea, che siamo sempre stati veramente accumulati da questa grande passione.
Io sono cresciuto davanti ai libri di cucina, ma non ho studiato cucina né nemmeno Luca nemmeno Andrea.
Però mio papà Hyeong era un bravissimo cuoco, non c'era anche lui.
Questa professione era sono cresciuto con la cucina italiana.
In mano vedevo i programmi di cucina proprio per me, la cucina, qualcosa che mi ha sempre smosso, per cui son sempre quando ho dovuto, non sapendo ancora di star costruendo un media.
Nel momento in cui siamo partiti con chef in camicia son partito a parlare di qualche cosa di cui avevo competenza.
Non sapevo che era la mia passione.
E quindi poi io qua ho riassunto un po', un concetto no.
Se costruite un palinsesto, se volete partire con un'idea e quindi con la costruzione di un palinsesto e pensate di partire con un qualcosa per il quale non avete argomenti da trattare almeno per i prossimi cinque anni.
Allora è il caso di lasciar perdere.
Perché a mio avviso il primo consiglio che posso dare sulla creazione di un media è quello di non partire su un in maniera opportunistica, ma di parlare di un argomento di cui si abbia veramente passione, perché le opportunità si può cogliere e può essere sicuramente interessante, ma è fugace.
La passione poi diciamo, scompare, mentre invece se sei mosso da davvero qualche cosa che è un po' nel tuo dna o qualcosa che hai qualcosa da dire.
Ma faccio un esempio, ci sono tantissimi esempi e oggi si dice ma posso ancora farlo media cavolo, se posso, fallo.
Ma pensate quante nicchie di mercato non sono ancora state diciamo esplorate, quanto ancora si possa trattare di quanti temi per cui il primo fattore è partire da una propria passione costruire un'idea di divulgazione di piano editoriale, di appunto di palinsesto su un argomento che conosciate bene e sul quale, soprattutto in fase iniziale, dove magari non avete un grande budget, quindi dovete essere voi stessi.
Content Creator, sapete di cosa state parlando? La seconda parte è il touch point Start from.
Questa secondo me è una cosa super super importante.
Perché? Perché io vi ho riportato una una frase che secondo me è super internet super carina e mi fa sempre pensare che il miglior momento per partire un media sono o dieci anni fa oggi e oggi.
Secondo me in realtà è molto meglio che dieci anni fa.
Perché io vi ho riportato questa semplice timeline di alcuni esempi di cosa è avvenuto nel mondo dei social e del media, che era semplicemente sotto gli occhi di tutti, ma probabilmente solo i più attenti.
A quelli che erano voglia un po' di Gnam diciamo di sporcarsi le mani si sono accorti dal duemila diciassette, per esempio Facebook Che cosa ha fatto? Ha detto Cavolo, noi siamo un feed statico, abbiamo bisogno di inserire video perché video sono il futuro per cui cosa faccio? Facciamo? Bussiamo, la riceve Virus dei Creator per far si' che sostanzialmente creator scelgano noi come piattaforma al posto di YouTube e quindi noi Frida, ma tanti altri hanno deciso di entrare in questo mondo di Facebook.
Nel duemila diciotto Instagram ha fatto lo stesso ha fatto ha lanciato le storie dicendo Tutti voi che state facendo contenuti su Snap, venite qua da noi che vi bussiamo, rich ed engagement per fa si' di portarsi a bordo.
Creato perché per ogni piattaforma social creato sono la linfa vitale.
Allo stesso modo, nel duemila e diciannove cos'è successo tic toc si è trovato in una crisi di identità musicali sostanzialmente che era un social legato al format dell'hip Hop Sing No, di quello di fare i balletti con una voce sopra, sostanzialmente in in playback ha detto dobbiam cambiare metodo di business, metodologia di business per cui dobbiamo attirare dei contenuti dei content più orizzontali e da qua ha voluto creare e diciamo dare metriche, bussare metriche a chi è dietro, che decidevano di credere nella piattaforma così come è stato nel duemila eventi nel relè come l'ultimo fenomeno, cioè quello dello youtuber short sostanzialmente YouTube, che è sempre stato notoriamente un canale dove i video lo informa, venivano premiati dove ha deciso che sostanzialmente ci fosse ci potesse essere un premio per non perdere comunque una leadership anche in quello che potesse essere informato.
Shot, per cui il prossimo qual è il prossimo è solo questione di tempo.
Da dove partiamo? È ovvio che se oggi fossi un creatore partirei dal mondo tic-toc.
Partirei dal mondo you too short.
Partirei da quel format breve che so che le piattaforme tendono a pagare, per cui non non magari prendete un attimo di tempo in piu' ma esaminate esattamente bene le piattaforme e capirete che ogni piattaforma sia emergente che più matura, ha una nuova fiction che sta gustando che va testata e questo vi potrebbe far prendere un vantaggio competitivo rispetto ai vostri competitor.
La terza, ovviamente, é il budget a disposizione.
Perché? Perché lavorare di sola organica oggi non è praticamente possibile.
Se voi pensate che sostanzialmente dovete mantenere un palinsesto editoriale che vuole raggiungere un dei numeri importanti, è impossibile programmare una crescita organizzata e programmata dalla propria fanbase con la sola riccio organica dei propri posti è difficilissimo per un media.
Io veramente non mi viene in mente nessuno, è davvero molto complesso lavorare senza poter contare su un budget sul quale sostanzialmente far fronte per raggiungere i capi sia da fornire al cliente.
Nel momento in cui si va a prendere il conto sia per una reportistica interna, noi abbiamo un benchmark per esempio che vi posso riportare, che è quello che utilizziamo.
Inserti in camicia.
Noi il dieci percento delle leve news che facciamo dal mondo del brand content lo destiniamo al bus dei nostri posti, per cui sostanzialmente alle campagne advertisement, con una suddivisione di questo budget al settanta percento su post propri, quindi che servono per far crescere la community é al trenta percento per budget di post sponsorizzati per raggiungere quei tipi che garantiamo il cliente.
Ovviamente questa è un qualche cosa che mi sento di dire, anche se per molti potrebbe essere potrebbe essere banale, ma migliorerà la creatività minore, il budget necessario a raggiungere dei risultati outstanding.
Ovviamente si cerca sempre il contenuto è sempre alla base di tutto, per cui deve essere sempre un contenuto di grande qualità e questo ci permette di risparmiare budget di aghi e di raggiungere più persone.
Vi faccio tre esempi di sliding di quello che uno può pensare essere media no è portato tre esempi virtuosi.
Vi porto tre esempi misleading che non vuol dire che siano esempi non virtuosi.
Anzi, ho grandissima stima di questi di questi personaggi da cam è un po' il fenomeno del momento infatti i numeri che ho riportato sicuramente saranno da aggiornare sul sulla sfera diciamo comedian, da Chiara Ferragni sul mondo fashion e dalla mitica Benedetta Rossi sul mondo cucina che cos'hanno in comune tutti questi content creator che sono influencer.
E qua viene il grande tema no? Che cosa sarebbe del medio di Chiara Ferragni senza chiara e dei video di cavi l'aim senza Kabila o delle ricette di Benedetta senza Benedetta? È ovvio che questo non è un media.
Perché? Perché il media è un media troppo personalizzato.
Per cui sostanzialmente, se voi volete creare un media, vi faccio tre esempi come quelli di prima, da chef in camicia al Uil a Frida.
Sono dei media che non mettono il volto prima della figura dell'azienda.
Questo perché? Perché se voi avete intenzione di creare un'azienda essere dipendenti da un solo content creator diventa un'arma pericolosissima perché la personalizzazione del media da una parte avrete l'effetto positivo che l'audience sarà molto piu' ingaggiata perché tenderà ad empatizzare con quello che hai Content Creator.
Ma dall'altra parte sareste dipendenti ovviamente dal content creator e nel momento in cui l'azienda cresce, soprattutto se voi non siete il volto, cosa succederà che saresti? Sarà scar di questo volto e in un'ottica di scalabilità del contenuto appunto, non sarà facile o bisognerà strapagare content creator, oppure capire come gestire questa situazione che potrebbe appunto volgere ad una estrema personalizzazione del media e quindi sostanzialmente ad una conformazione più che altro di un canale di influencer piuttosto che di media.
Ok, perfetto quindi m'.
Diciamo che ci siamo fatti una infornata iniziale di tutto ciò che è, di come si fa il media.
Quindi siamo partiti da un abbiamo scelto da che il canale partire.
Abbiamo scelto ancora prima, anzi abbiamo scelto di che cosa parlare.
Abbiamo scelto su che canale partire e abbiamo destinato al budget che vogliamo impiegare su questo tipo di attività perfetto.
Abbiamo fatto tutte queste cose dopo un po' di tempo, finalmente siamo riusciti a costruire un media credibile, un media interessante che sostanzialmente sta iniziando a ad avere il primo seguito ad avere un po' di traction ed engagement sulla sul, sulla verticale che abbiamo scelto.
E ora sostanzialmente ci dobbiamo affronta affacciarsi al mondo del brand content, per cui siamo pronti per monetizzare quelli che sono i nostri contenuti e sappiamo come farlo perché ormai abbiamo confidenza con i contenuti che creiamo è tutto.
E io vi ho voluto riportare sostanzialmente alcuni consigli in questa presentazione che ho cercato di rendere abbastanza snella, più che altro per passare pochi concetti, ma molto pregnante di significato su quelle che possono essere appunto delle delle regole molto importanti da tenere a mente sul mantenimento di un media.
Perché poi mi viene da dire che noi ormai è un po' di anni che siamo sul mercato, per cui diciamo che ovviamente il media come un po' tutto quello che è l'audience no, ma un po' su va' un po' il piu' va un po' ai momenti di più, ai momenti di minore ai più importante però è riuscire ad avere costanza sul mercato, come come dice andrea scotti che è sempre una maratona non è mai una non è mai uno sprint no, per cui l'obiettivo è quello di rimanere sul mercato per tanto tempo e io sono assolutamente d'accordo con questo approccio proprio per mantenere questo approccio, per farsi di conferma, di conservare un media in maniera organizzata e vi porto quella che può essere la nostra esperienza su cinque regole diciamo di base che potrebbero essere interessanti da seguire per mantenere appunto questo media.
La prima è quella che il nostro primo che il primo cliente di chef in camicia.
Questa è la regola che dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali nei nostri uffici c'è, il primo cliente di chef in camicia esce in camicia stesso.
Questo perché perché fai branded content? Avere un modello di business che si basa sul brand content vuol dire far assorbire alla nostra comunità dei contenuti pubblicitari.
E diciamoci la verità, la pubblicità non piace nessuno nel senso lo sappiamo benissimo, per cui da una parte va integrata molto, molto bene.
Dall'altra parte.
Bisogna mantenere un palinsesto che sia prevalentemente al brand.
Noi abbiamo una regola, abbiamo una regola che é quella regola del settanta trenta nostro palinsesto sono su tutti i canali, a un equilibrio che prevede il settanta percento di post brand e il trenta percento di post brand.
Ovviamente più il media è nuovo, quindi diciamo partiamo da tic-toc, meglio è mantenere quel media libera da brand per un primo periodo, per far si' che comunque la audience inizi a consolidarsi.
La seconda parte è questa secondo me è una delle cose in assoluto piu' importanti che noi abbiamo sviluppato negli anni è che ogni piattaforma ha le sue regole.
Che voi decidiate di partire da Facebook, che voi decidiate di partire dalle Instagram Stories che voi decidiate da partire da YouTube.
Dovete sapere che la produzione dei contenuti per ogni canale è differente.
Quando noi produciamo un video per tic-toc, per esempio avendo ormai tantissimi content creator, sono i contenuti dietro stessi a produrli.
Perché? Perché é una prova, una produzione più raf, più vera, meno patinata.
Funziona meglio sui media quando dobbiamo lavorare.
Su YouTube, invece lavoriamo su dei forum più lunghi, più curati perché la nostra audience si aspetta quel tipo di contenuto.
Quando lavoriamo su Instagram vogliamo fare dei format ben pettinati e ben fatti, però in realtà molto visuali e molto brevi, per cui ogni piattaforma, le proprie regole non vuol dire che per forza per ogni piattaforma ci deve essere una ad hoc, ma si può partire da una produzione magari più lunga e poi riuscire a ritagliare la per i giusti media, però senza aver paura di scartarla proprio decisamente per un video dove non può funzionare, per cui testate provate e vedete che cosa funziona di più.
Anche perché sempre di più ogni piattaforma alla propria community.
Non vi ho messo una slide di demografica della nostra commun, ma voi considerate che tic-toc, per esempio, qua è riportato a una anagrafica che va dai diciotto ventiquattro tutta tutta femminile.
Da noi, per esempio, youtube è ottantacinque percento uomini, perché sono convenuti completamente diversi che magari non ci seguono dall'altra parte per cui non sanno cosa stiamo facendo in un altro social per cui ogni piattaforma, le sue regole al suo community management ha appunto le sue regole di ingaggio.
La terra.
La terza regola, secondo me importantissima è stiamo facendo un'azienda a meno che non vogliamo fare gli influencer.
Io qua parlo appunto, ovviamente per chi si interfaccia come come azienda stiamo facendo l'azienda, per cui non si può pensare che il proprio fatturato, il proprio modello di business sia basato da quanto noi siamo bravi a fare i contenuti e quindi da quante offerte sostanzialmente in inbound arrivino sulla nostra casa quella è l'occhio lasciati in camicia.
Il lavoro del sayles è un lavoro duro, è un lavoro duro come ogni tipo di azienda per cui il non esiste bounds ed è quello che è un po', dico nel senso si va contro le probabilità, se si pensa che il nostro fatturato sia composto soli solamente da quelli che sono contratti di persone, che ci si di aziende che ci scrivono nella nostra casella di posta del lavoro, del selfie, essere un lavoro organizzato abbia riportato quello che è il nostro un organigramma del team sei.
Abbiamo un ex manager, un direttore commerciale, abbiamo creato un account.
In realtà sono un po' tutti i credits his account che mettono insieme alla creatività del progetto e fanno accounting con con i clienti.
E poi abbiamo una parte di Lee, una una parte di generation che appunto ci consente sostanzialmente di dica è sempre nuove lead a cui sottoporre l'offerta di chef in camicia.
Questo è molto importante perché la costruzione del team Sayles, a mio avviso, è una delle discriminanti più importanti per come l'utilizzo del budget, per sostanzialmente programmare quella che è poi la crescita di un canale media.
Perché saranno le leve news derivanti dalla vendita del vostro brand content che permetteranno gli investimenti nel vostro media.
Almeno noi abbiamo sempre lavorato così, quindi abbiamo sempre lavorato pensando di essere positive.
È garantito Luisa Good Point.
Questa secondo me è un'altra cosa molto, molto importante, diciamo.
Prima parlavo di vecchio modello e di nuovo modello.
Questa secondo me è una delle discriminanti più importanti.
Cosa ci differenzia in qualità di stakeholders del mondo digitale a quello che è il mondo del media tradizionale? Sono i dati.
I dati sono importantissimi, i dati sono davvero fondamentali e abbiamo la fortuna che le piattaforme social molto spesso cieli ce li danno indietro, no? Per cui possiamo monitorarli.
Per cui noi che cosa facciamo quando noi vendiamo delle campagne vivi? Vi ho riportato qua uno schema di una nostra campagna di video strategy Cucinare quei sondaggi Instagram dei piatti dal mondo sono nostri per formati la quantità sono il numero di video che andiamo a realizzare.
La piattaforma è la piattaforma di distribuzione.
E poi questi sono i dati di impression.
Ricevi, usa di interaction chiediamo di garantito E poi che sostanzialmente mettiamo con i report che torniamo al cliente Rosalie, che il cliente, quando va a comprare un nostro prodotto sa già dove arriverà e sa già che cosa sta comprando, per cui non avrà il tema del Oh mio Dio.
Non è andato bene.
Non è andato male come faremo tutto, ma tu sai che questi metriche che sostanzialmente andiamo a concordare in fase di trattativa, saranno poi rispettati e saranno appunto garantite da media l'ultimo consiglio è chiudo poi con la nostra piattaforma keep investire.
Questa secondo me regola che ogni imprenditore dovrebbe seguire il mondo digitale in continua evoluzione.
Bisogna sempre tenere una mano al portafoglio.
Per noi ogni anno abbiamo cercato di fare qualcosa in più.
Abbiamo lanciato appunto, come dicevo, il cane tic-toc eh, cambiando completamente il modo produttivo e la content creation.
Abbiamo lanciato il mondo YouTube mettendoci per la prima volta la faccia.
Abbiamo sviluppato un app che purtroppo aveva tanto engagement, ma non ha trovato un buon modello di business.
Abbiamo fatto tantissime cose, anche a volte sbagliando, ma abbiamo continuato ad investire nell'ultimo anno mi ha lanciato Accademia Accademia è stato, se posso dire, forse il più bel successo che abbiamo mai ottenuto come chef in camicia.
Un prodotto, una piattaforma di e-learning che è stata lanciata nel marzo duemila eventi e che ad oggi ha circa tredici mila utenti paganti, con un abbonamento che costa novantanove euro per vedere tutti i corsi di cucina, appunto firmati da grandi chef, per cui non sono più non c' è più un intento di entertainment, ma è un intento di learning e siamo andati in una sfida ben piu' grande che è quella della costruzione di prodotto che vede mettere a terra sostanzialmente tutta una serie di skills che non sono più solo la produzione di contenuti ma sono e non sono più solo la produzione di contenuti del marketing, ma anche tutta una sfera haiti che non è così banale, ma ovviamente come ogni cosa con un po' di passione, un po' di voglia si può in imparare a maneggiare.
Ma questo sarà l'argomento del prossimo che sono sicuro che luca non esiterà a chiamarci per raccontarlo e quindi io qua mi taccio perché ho finito e direi che quarantacinque minuti secondo me poteva essere un buon un buon tempo per per la nostra, per la nostra chiacchiera.
Secondo me è stato incredibilmente va però appunto che in casa per regolamentare parlare quindi è facile andare così veloce da essere no, veramente hai fatto veramente la presentazione super bella super interessante.
Ho preso un sacco di appunti anche io, perché veramente mi è piaciuto tantissimo quando parlavi intanto quando per esempio confrontarvi influencer, faccio di capire chiaramente la differenza che molte persone non vedono la differenza in questo caso, ma poi tantissimo quando parlavi delle evoluzioni delle piattaforme e del fatto che lo scopo di molte di queste piattaforme, di tutto quel piattaforme è tenere i conti in credito sulla piattaforma di conseguenza di portare visibilità.
Perché molte persone pensano soprattutto con instagram che non sia così.
La vedono quasi come noi contro l'algoritmo noi contro la piattaforma, ma molto spesso semplicemente l'algoritmo scoraggia dei comportamenti che tu pensi che siano di valore per gli utenti, ma molte volte magari non lo sono.
Questo qua è un un punto di è verissimo perché il le piattaforme sono se pensi che cos'è la metrica piu' importante.
Molto spesso si dice per noi i media che la fanbase è una vanity metrics, mentre invece l'engagement non lo è.
Ed è vero io sono d'accordo ma molto più che per noi lo è per le piattaforme stesse perché se tu hai come Facebook, magari quaranta milioni di utenti in Italia, però per una serie di motivazioni che non è detto che poi non riuscirai a io io io sono un fan di Facebook, per me la piattaforma migliore del mondo.
Nel senso cioè la pianta è quella che più storia è quella che ti dà più possibilità di utilizzare strumenti.
Però ovviamente è la prima che è arrivata, per cui sconta anni di vita, no? Per cui ogni tanto capita che magari possa essere abbandonata da una generazione, possa diciamo, subire, diciamo, dei cali di engagement.
E quindi sostanzialmente, che cosa fa un bravo zio che, come ovviamente Zuckerberg è più bravo di me e di te? Il disagio di tutti quelli che magari che ho conosciuto fa sì che sostanzialmente si mantenga, che l'utente possa stare bene all'interno di quella piattaforma per cui scoraggia, come diceva tu, come dicevi tu, quelli che sono i comportamenti del creato che scoraggiano l'interazione con l'utente assolutamente per me personalmente l'unica critica che si puo' fare all'ecosistema Facebook, Instagram e probabilmente comunicare poco con i creditori e dare poco supporto proprio nel migliorare le loro performance.
Quindi sembra sempre che tu debba trovare il segreto, la o altre cose.
Quando invece altre piattaforme cercano di spiegare questo funzionamento e di creare perché è di creare una specie di partecipò ai propri creditori perché entrambi vadano bene.
Facebook, Instagram possono comunque essere utilizzati in questo modo, anche senza magari il supporto.
Come hai visto questa cosa qua? Hai avuto avete avuto il supporto Instagram? Ti riporto di Ti porto un esempio adesso veramente nei con Facebook Ormai abbiamo un ottimo un ottimo rapporto con Virginia che mi ha presentato appunto Alessandro.
Abbiamo insabbiato il rapporto anche per la parte di partnership media è però non è sempre stato così.
Non è, ti assicuro, non è sempre stato così, è stato molto difficile.
Facebook è sempre stata molto sfuggente, la stessa verifica delle pagine che per noi era un valore aggiunto, anche semplicemente in proposizione commerciale.
Ci sono voluti anni per ottenerla e con difficoltà importanti, soprattutto perché mi permetto di dire che spesso non è meritocratica, non è basata sui dati, non è assolutamente meritocratica, mentre invece, per esempio, su una piattaforma molto più giovane come un tic toc, per esempio, oggi il mondo tic-toc è molto Apple, soprattutto sulle soluzioni B tubi ad un'apertura molto maggiore con il content creator ad una possibilità di parlare molto maggiore.
Anche perché ovviamente tu pensi al modello di business di Tik Tok che prima era vendere che che è sempre stato fino ad oggi Vendola Challenger brand ad un prezzo x.
Però questo è un modello ancora di vendita abiti b non disintermediare ci vuole un intermediario e mentre invece loro devono riuscire ad arrivare al punto che è arrivato facebook, dove tu compri in autonomia, tu hai il tuo sistema option di aste dove tu spendi e finché non spendi almeno centomila euro al mese di operatori, non non proprio non ne non ne hai modo di vedere.
Per cui loro che devono a mio avviso anche loro.
Ovviamente essendo un'azienda traslare un po' il loro modello di business.
E adesso hanno lanciato un'ottima, piattaforma di advertisement similare a quella di Facebook.
E quindi il loro obiettivo è ovviamente quello di creare un bel link con il creatore che ovviamente i primi che arrivano in piattaforma hanno, oltre ad avere i vantaggi di di cui parlavo prima, anche dei vantaggi nel rapporto.
Riguardo a questo, Francesca in una domanda chiede Se posso chiedere cosa intendete voi per efficienza? Vi ammiro molto e grazie mille per l'opportunità.
È sempre interessante interfacciarsi con diverse realtà e avere la possibilità di apprendere qualcosa.
Ma efficienza è un termine complesso perché vuol dire tutto, vuol dire niente ti parlo un po', per esempio sulla parte di produzione del contenuto, dove per noi, per esempio, è stato molto importante.
Non dispero essere molto puntuali nel nel monitoraggio di quelli che possono essere dei anche semplicemente del, del del tempo di lavoro.
Non no, noi abbiamo tanti format diversi.
Ok, noi abbiamo impostato un sistema di monitoraggio di quanto tempo ci vuole sia aggirare che ammontare ogni tipo di format.
Così noi sappiamo esattamente quanti videomaker abbiamo bisogno ogni mese mensilmente in modo tale da non avere ho una scarsità di videomaker, una sovrabbondanza di videomaker e quindi spendere.
Perché? Perché alla fine la cosa importante è che i ricavi meno costi sia sempre positivo, per cui la cosa più importante è avere comunque efficienza nella parte piu' importante dell'azienda che il cantiere che il cantiere produttivo la content curation per cui efficientare, quello che può essere un contenuto master e distribuirlo in varie piattaforme con un po' di maquillage.
Riuscire quindi a trarre il massimo da ogni singolo contenuto e poi quella di monitorare ed efficientare l'impianto produttivo in modo tale da da avere da non avere specchio.
Bellissima risposta Moses chiede i guru americani dicono che New brand si costruiscono con Pilar e si mantengono con advertising.
Cosa ne pensate del settore lusso e il made in Italy? Grazie gnam, non lo so io il mondo che secondo me è un mondo sicuramente interessante e utile.
Ti faccio un esempio noi per per noi, per esempio su Accademia quello fa fare un boarding dei talent, degli chef.
Sicuramente il fatto che fossero usciti servizi sul sole ventiquattro ore o su Corriere Economia era sicuramente importante, perché il media più tradizionale su magari un qualche appunto interfacciandosi con un personaggio prostituzione sicuramente al suo peso.
Io credo che l'advertising invece sia un po' la cosa il mix delle cose è sempre la cosa più importante non ci può essere al cento per cento di un mezzo e avere zero percento dellle tra noi stessi.
Chef in camicia abbiamo sempre avuto un ufficio chiara con cui comunque è un po' distribuito nel tempo, ma continuiamo a comunicare.
Diciamo che a mio avviso l'advertising costante ma ben curato con creatività che funzionano bene è quello che ti permette di avere, diciamo più sviluppo di cho nel mondo, dove puoi fare quindi per noi il mondo del social? Il mondo dei social media che è un po' dove siamo nati.
Noi non abbiamo avuto bisogno, diciamo di arrivare dal mondo, di avere un lancio in televisione, poi sbarcare sul mondo social.
Noi siamo andati lì e poi abbiamo preso altre derive sul settore del lusso e del made in Italy.
Secondo me allo stesso stesso modo si' si puo' fare assolutamente potrebbe potrebbero essere due verticali che io prima dicevo ci potrebbe essere in verticale per sviluppare il media.
Penso che penso che queste due siano alcune di esse.
Io sono d'accordissimo, non ci sono, non c'è una regola scritta con cui creare un brand perché ci sono troppe variabili differenti.
Secondo me pensare anche soltanto tanti brand italiani che ho visto recentemente più streetwear, che invece sono scoppiate completamente utilizzando tic-toc perché andavano a parlare a un pubblico che il picchiarlo raggiungeva in maniera molto indiretta.
Quindi secondo me dipende tantissimo dai casi.
Il piano, in specifico anche per noi con le armi è qualcosa che secondo me può essere sviluppato in un secondo momento rispetto all'inizio, anche perché secondo me è tendenzialmente meno scalabile rispetto a quello che potrebbe essere altre tipologie di di canali.
E poi invece chiaramente è una cosa che non puoi non avere, che devi comunque mantenere e far crescere piano piano in base anche le performance, eccetera.
Quindi dipende, secondo me io voglio solo aggiungere un piccolo cappello a questa qua.
Questa risposta è che il PD ha sostanzialmente sono terzi che parlano di te, mentre invece con la Cartman sei tu che hai la possibilità di continuare a fare.
Sostanzialmente impressione quindi a martellare con il tuo messaggio e quindi non sei dipendente da terzi.
E quando si parla di scalabilità, secondo me nel media, soprattutto nella frequenza con cui andare a intercettare il potente è fondamentale assolutamente, a meno che non terzi non siano parte integrante della tua del tuo business.
Per esempio gli utenti sono qualcosa che sei in grado, per esempio di far muovere in maniera molto differente rispetto perché sono i suoi utenti, sono parte del tuo prodotto.
In un certo senso, quindi secondo me è leggermente diverso.
Quella parte chiaramente non è scalabile come advertisement che spinge i due click e sai che spende di più, ma non sempre spendere di piu' automaticamente porta più risultati, dipende chiaramente dal modello eccetera.
Ma infatti mi ha molto stupito il tuo sistema di referral e quando mi dici questo, lo so di cosa stai a cosa a cosa alludi e devo dire probabilmente forse non è proprio la definizione come noi definiremmo dpr, però cosa c' è di meglio del piano del passaparola di una persona di cui ti fidi.
Ma tutto parte sempre da come ha detto.
Anche per esempio in quando io proprio studiavo il loro modello di referral, eccetera e mi hanno detto tutto parte da un prodotto che già procura passaparola.
Se non ci sono utenti entusiasti, non c'.
È nessun sistema di referral che può funzionare e il sistema di ferro non aiuta i suoi paurosi e i tuoi migliori utenti a parlare del brand.
Per quelli parlano già, anzi quasi li scoraggi a parlare del brand, ma serve per incentivare tutti gli altri che vorrebbero parlarne.
Ma non c' è un incentivo per parlarne.
Certo, domanda mia.
Invece accademia, quando è stata lanciata chiaramente abbiamo visto la timeline e tutto il resto c'è qualcosa di diverso che avreste fatto oggi rispetto a quando l'avete lanciata era non so, qualcosa che secondo te poteva fare meglio o qualcosa che ti ha sorpreso che non avevate considerato, eccetera.
L'avete lasciata prima l'avreste lanciata leggermente dopo c' è qualcosa che hai voglia di condividere su questo? Sì, certo è che è una risposta, un po' lunga dice.
Ho tre minuti da da impiegare più di venti minuti per altre persone normali che è quando noi abbiamo fatto un secondo round di investimento nel duemila diciannove che ci ha permesso di raccogliere un po' di capitale proprio per lo sviluppo di un prodotto è mme.
Probabilmente il fatto di avere questi soldi piu' soldi di quanti ne abbiamo mai avuti, sostanzialmente da maneggiare, ci ha fatto prendere delle scelte potenzialmente molto disallineato con quello che è l'ecosistema di chef in camicia.
Abbiamo preso dei professionisti sul mercato molto, molto importanti e molto forti, che però messi in un ecosistema come quello di chef in camicia non no, non era il posto giusto.
Saperlo proprio era un over payment di professionisti super che però calato in una realtà molto più snella, molto più veloce, molto più dinamica.
Non funzionavano e quindi sostanzialmente la scelta dell'ex people è stata un qualche cosa che io oggi rivedrei, per esempio per il mio entusiasmo a livello di è ok no, assolutamente, ma l'esempio più eclatante te lo posso fare accademia.
Comunque sono produzione di contenuti video, spesso ricette no, perché uno chef racconta e noi abbiamo una Edf Content Production che la prima ragazza che è diventata dipendente, chef in camicia che Daniel Daniela, che è un fortissima io le voglio un sacco di bene, siamo abbiamo costruito un bel rapporto negli anni e nel momento in cui abbiamo deciso di lanciare accademia, noi abbiamo deciso in realtà di mettere una persona sopra Daniela per insegnarle a fare quel tipo di produzione, quando ci siamo resi conto che in realtà era Daniela che dovrà insegnare cosa come si faceva la produzione.
Per cui in realtà è stato proprio un modo di gerarchizzata re i reparti che era sbagliato.
Noi abbiamo, abbiamo poi rivalutato tutto, abbiamo ripreso le persone dal basso, le abbiamo fatte crescere, sono diventate queste lecchi people nei determinati settori, quindi nella content production, nella parte di Haiti e nella parte di diciamo, di direzione creativa del tutto.
E questo è stato il game change perché vai ad un'altra velocità proprio è stato è stato un cambio di passo incredibile e di costo e di costo perché la scalabilità del contenuto da noi passa anche ovviamente ad una produzione più snella costa di meno.
E tutto certo che se prendi il producer che ti ha fatto zero zero sette è abituato a lavorare con degli standard che non sono quelli che noi potevamo permetterci per il nostro prodotto e quindi quella è stata una scelta imprenditoriale sbagliata l'altra scelta imprenditoriale che ti dico? Forse potenzialmente rivedrei.
Però questa non è così facile che magari ai primi cinque sei tallent gli avrei dato qualche soldi.
Nemmeno guardalo, lo vedo anch'io e le urne in un anno ha è strano che abbia gia' esperienza di questo tipo, ma nel momento in cui cambi tante figure per una posizione specifica e prendi dalla persona molto giugno ero una persona leggermente piu' spillata è dipende anche tanto appunto da che background vengono.
Se vengono da un'azienda vengono da altri contesti, è veramente complicato e lo stiamo vedendo in queste fasi qua per noi.
Ma come per voi, perché alla fine accademia è come una startup dentro la startup deve ragionare con quella logica e poi ancora piu' importante.
Tu veramente pensi che anche quando accademia avrà cinque anni sarà molto diverso il modo in cui ragionate.
No, no, io per me l'ero sarà sempre una che é come come chef in camicia.
Probabilmente userà sempre questo questa filosofia che secondo me è interessantissima del bellissimo ma certo, ma anche perché comunque alcune cose che magari funzionavano su un su un altro canale come il mondo del cinema, della televisione, per quello che è il nostro mondo, non funzionano.
Cioè proprio è proprio un altro mondo per cui è difficile anche comprare.
Dall'esterno assolutamente.
È anche in questo caso qua employer branding essere in grado di creare un team forte che attiri altre persone che poi le le faccio sentire.
Non tanto le faccio sentire parte usare la parola contamini, ma mi dicono sempre che non posso usarlo in questo momento storico, però che una persona che inserite nel giusto contesto venga utilizzi poi uno che la cultura aziendale che sia in grado di trust non trasformarla, ma comunque farla sentire parte di quelle con quel tipo di Nassau come tu hai definito, altrimenti se manca quello si crea un team troppo eterogeneo, non eterogeneo di competenze o di background, ma eterogeneo di esecuzione, che è il problema secondo me.
Guarda, ce l'ha adesso non voglio essere accademico, anche perché non leggo troppi libri di business.
Ma ho letto i primi capitoli del libro di Reed Hastings, che diceva sostanzialmente della concentrazione del talento no, che parlava di come in realtà erano in centoventi.
Hanno avuto una grande crisi e hanno dovuto lasciare quaranta persone a casa nei primi anni di Netflix.
In realtà andavano al doppio della velocità, perché il quello che la persona che performa male, che sostanzialmente nel suo lavoro non metteva la giusta passione, non riusciva ad andare alla velocità a cui andavano gli altri.
Non solo era un peso per se stesso, ma era un peso poi anche per tutti gli altri.
E contaminare, non si può dire è che comunque è influenzava tutto, l'ecosistema e intorno, facendolo andare in maniera diversa.
Con il quaranta per cento dei dipendenti erano rimasti, ho letto anch'io quel libro, chiaramente andavano più veloce di quando aveva il che è stata una delle storie più più comunque più effetti nel senso li capisci quanto in realtà è importante avere gente forte e brava all'interno della tua azienda e arriverai motivata E gente con con il focus su una cosa sola, perché molte volte quello l'altro rischio di focalizzarsi un po' su tutto, di avere persone, tante persone part-time che molte volte fanno poi il lavoro di una sola full-time.
Certo, altra domanda di Francesca se posso permettermi l'ultima domanda da qui a qualche anno come immagina la come immagini la tua azienda? Beh, sicuramente è sceso in camicia.
Per come la immagino io oggi la immagino un media che non viva più solo sul social, sui sui social, ma che vive un po' in tutto ciò che è anche l media più tradizionali.
Già oggi siamo abbiamo dei di un palinsesto televisivo con food network.
Mi piacerebbe sbarcare su altri canali, come potrebbe essere la radio, implementare i nuovi social network come LinkedIn.
Insomma, essere sempre più spread su tutto il mondo social in Italia.
Questo per quanto riguarda chef in camicia perché lag.
Grande sfida per noi, poi accademia e quindi quello che l'internazionalizzazione di un prodotto che già vedrà la prima deriva a settembre con il lancio in Spagna di questo, di questi primi contenuti, realizzati appunto per la Spagna e che saranno tradotti anche in Inghilterra per il mondo in lingua inglese, per il resto dell'europa e quindi comunque continuare a crescere con un approccio piu' internazionali più internazionale sul mondo Accademia e mantenere invece un una realtà molto italiana, quella di shock.
Questa è una sfida che non vorrei affrontare, però che sono super curioso di vedere come come sembra, perché sicuramente sarà quindi però già consolidato come il vostro.
Sarà sicuramente qualcosa che ci sta assolutamente.
Lo facciamo con lo facciamo con le nostre gambe, non non facciamo aumenti di capitale, non lo paghiamo noi.
Se quindi se non va comunque esistiamo perchè siamo pagati noi e quindi non ci saranno grandi influenze.
Diciamo che questa è molto importante, anche perché appunto poi se avete in grado anche di avere la libertà di fare una scelta di in un'altra direzione o fortificare quella scelta in quella direzione, quando lo fai con le tue gambe, che è una cosa molto, molto importante.
A volte mi ricordo quando lavoravo Rocket internet che chiaramente il modello di Rocket internet per aprire multe, le startup ma la stessa startup in tante nazioni e mi ricordo che la prima startup in cui ho lavorato in Australia e resta aperta prima in Germania ed è fallita anche se sapevano già che il business model non poteva funzionare.
In Germania devono aprirla perché i primi investitori erano lì in Germania e la volevano.
Li vedi.
Ma sa se tutti sapevano già che sarebbe fallita, perché provare quella cosa? Magari partire da un altro angolo? A volte questa questa è un'altra, cosa che nel senso mi piace.
Magari dare questa piccola consiglio, questo piccolo consiglio che oggi il mondo delle startup spesso non voglio essere troppo tranchant, ma spesso é molto drogato da found che hanno necessità e voglia di raccogliere milioni e milioni.
E quindi diciamo perdere un po', quella che è la loro visione sulla loro azienda.
Perché molto spesso quando sei tre troppo poi diluito quando non hai più, diciamo una forza di capitale, un una, troppo una cena importante che possa vittima.
E il fatto che sia tu al timone della tua azienda, perché sei tu che l'hai fatto più che la visione, spesso porta più svantaggi che vantaggi.
Nel senso ci sono anche le banche per prendere capitale.
Insomma, diciamo che a mio avviso ancora oggi dovremmo sempre di più, soprattutto in un ecosistema come italiano prima ancora che quello europeo.
La figura dell'imprenditore che comunque ancora un po' alla vecchia maniera si sporca le mani, le maniche e si sporca le mani e cerca di creare un modello che comunque sia crash positivo, quindi inutile e quindi di fare che una crescita sana, sostenibile, organica si può fare perché comunque tu sei il primo esempio, ma anche noi comunque noi cresciamo al cento per cento da cinque anni senza aver ricevuto particolare iniezione di capitale.
E comunque lo puoi fare, cioè un qualcosa che si può fare se riesci comunque ad avere una buona organizzazione senza dover per forza inseguire sogni magari molto rischiosi, che magari ti fanno inciampare quando magari invece semplicemente un po' più di tempo di assestamento al mercato ti avrebbero permesso di compiere di di ottenere gli stessi risultati.
Io sono d'accordo tremila percento, perché poi si creano questi business model che non sono basate sul business model con gli utenti, ma sono basati col business model, con gli investitori dei tuoi clienti diventano gli investitori e la tua rincorsa è sempre semplicemente al prossimo round per ripagare il round precedente.
Avanti all'infinito.
In questo modo poi è chiaro che ci sono dei business model estremamente è futuristici come quello di Amazon, che si devono basare su queste cose perché non puoi lì in questo caso qua il monopolio del mercato è l'unica, cosa che puo' veramente è quello il vero traguardo.
Non è tanto servire i tuoi utenti, ma per tutto il resto, soprattutto quando si parla in Italia non si può sicuramente definire l'unico business model è quello di passare per il incubator, il round investimenti eccetera.
Ognuno può scegliere, poi si può scegliere.
Ogni strada è virtuosa, l'importante è che chi la percorre ne sia convinto e che dorma bene la sera quando la quando la in bocca guarda con quest'ultima frase io direi che possiamo chiudere visto che ti abbiamo rubato tantissimo tempo che alla tua velocità sono stata con tre ore in totale lo avrebbe detto veramente per me un webinar super oltre che piacevole, super istruttivo.
Io veramente ho imparato tantissime cose e dobbiamo assolutamente riavere questa conversazione quando passerò da Milano e quando riuscivo a beccarsi.
Però ti ringrazio veramente tantissimo Nicolò per questo webinar che è importante anche per me è stato un piacere essere qua.
Ciao a tutti, grazie mille per aver partecipato a questo webinar e come ha detto Nicolò, ci rivedremo presto con lui e con chef in camicia per la come dice il prossimo, che gli stadi riguardo accademia e tutto quanto un abbraccio tutti presto!
Piccolo preambolo
1) sono utente fin dal suo lancio
2) quest’anno ho speso oltre 3000 ore sulla piattaforma con oltre 13 corsi
3) Pago di tasca mia l’abbonamento e non ho conflitto d’interessi
Esperienza
Quando Learnn è stato lnaciato ho deciso di abbonarmi perchè ho visto nella piattaforma una possibilità di affrontare argomenti di cui sono carente.
Mi occupo di IT ma non sono così miope da non capire che il digital marketing va conosciuto passando per chi lo pratica.
Ho avuto e avrò anche abbonamenti? Si
Perchè allora dici di iscriversi a questo servizio? Perchè a prescindere di quale servizio specialistico a cui ti abbonerari questa è la base. La base per tutti gli argomenti del digital Marketing oggi e in futuro visto che ogni settinaman escono corsi nuovi e vengono aggiornati, ampliati, approfonditi gli esistenti con gli stessie con nuovi docenti.
I docenti poi sono professionisti e hanno reale esperienza rendendo estremamente pratico applicare i concetti.
Ho una iniziativa nel non-profit e per riuscire, nel tempo libero, a non fare danni e a crescere mi serviva portermi aggiornare e capire come funzionano alcune parti del digital marketing con Learnn ci riesco, mi diverto e sopratutto posso delegare perchè ho capito come funziona quell’ambito.
Avere questo allo stesso prezzo di un abbonamento di streaming permette di ampliare la conoscenza in un ambito in cui troppi parlano senza padronanza.
Prendiamo come società Learnn perchè volevamo avere più il controllo della situazione su ciò che succedeva nel nostro dietro le quinte. Ci sembrava che il nostro venditore non fosse sul pezzo, dormisse sugli allori e non studiasse nuove strategie.
Dopo 1 settimana abbiamo eliminato il nostro “venditore”, ne abbiamo trovati altri validi nel sito con i quali collaboriamo, abbiamo acquisito competenze e abbiamo grazie alla competenza, un sacco di consapevolezza in più, dato che adesso lavoriamo solo online.
Uno degli investimenti migliori mai fatti, insieme ai 50k risparmiati (che non era un problema spendere, volevamo “solo” il lavoro fatto bene)
Learnn è la soluzione olistica alla formazione di imprenditori e professionisti. Professionalmente, essendo un Growth & Innovation Advisor, utilizzo la piattaforma per ampliare la vision e per rimanere sul pezzo grazie a imprenditori e professionisti di altissimo livello presenti al suo interno, che offrono il loro contributo in maniera a dir poco magistrale.
L’abbonamento Learnn permette di avere a disposizione un tool di formazione continua, sempre aggiornato su temi e trend professionali.
Uso Learnn per tenermi costantemente aggiornato sul mondo del digital marketing e per approfondire tutti quelli aspetti dove non sono verificale (sono dei specialist) e lo reputo molto utile per un infarinatura.
Piattaforma estremamente professionale e professionalizzante. Corsi di qualità, docenti anche di più e le risorse a disposizione sono veramente tante. Chiunque può formarsi qui, da chi parte da zero a chi ha già esperienza. La flessibilità nel seguire le lezioni è totale: ci sono lezioni fast per chi ha due minuti al giorno e corsi più strutturati per quando si ha più tempo. C’è anche una parte community da non sottovalutare: grazie alla rete di possibili contatti che hanno creato, io ho trovato lavoro come Digital Marketer!
Ho scoperto Learnn tramite una sponsorizzata IG! Mi si è aperto un mondo! Trovo tutti i corsi molto utili ed interessanti, complimenti a Luca ed a tutto il team Learnn
Learnn e’ tutto ciò che un imprenditore ha bisogno per formarsi ed avere una base solida nel mondo del digital marketing ma anche in tanti altri aspetti.
E soprattutto avere le consulenze 1to1 a pagamento sono un valore aggiunto incredibile non e’ il solito corsetto pre-registrato che poi ti abbandona a te stesso qui puoi confrontarti e secondo me e’ una cosa unica.
Learnn mi ha permesso di approfondire temi che stavo studiando all’università e mi ha fatto scoprire altri corsi che mi sono serviti molto all’inizio del mio percorso da freelance.
Ad oggi ho l’abbonamento annuale perché trovo sempre qualcosa di nuovo e interessante da approfondire.
Consiglio Learnn perché copre una vasta gamma di argomenti e permette di passare da tematiche di Growth alla User Experience passando per il GDPR e la psicologia.
Davvero molto interessante e sempre in espansione.
Ultimamente sono state inserite anche nuove funzionalità che la rendono una piattaforma veramente completa e super utile.
Grazie alla community si possono scambiare opinioni con altre persone che stanno studiando e poi ci sono gli esperti che hanno messo a disposizione anche degli slot a prezzi ragionevoli.
Ultimo ma non meno importante il prezzo che è veramente affrontabile anche per gli studenti universitari.
Luca e tutta la sua squadra hanno davvero fatto un ottimo lavoro, grazie.
Scoprire Learnn è stato un salto di qualità per la mia formazione personale. Con l’autorizzazione dell’azienda, ascolto corsi anche mentre lavoro: con una cuffietta sempre in ascolto e uno dei tre schermi esclusivamente dedicato.
Ritengo che Learnn sia una piattaforma che abbia una mission reale e vera. Si percepisce semplicemente dal prezzo super accessibile e dalla qualità elevata di quasi tutti i corsi.
Avendo completato più di 80 ore posso dire veramente grazie a tutto il team di Learnn che mi ha svoltato la formazione e svoltato a livello pratico il mio lavoro!
Il titolo della recensione sarebbe il Netflix della formazione ma sarebbe troppo da clickbait, però è quello che penso. Buon lavoro!
Learnn è la piattaforma di formazione per ottenere maggiori risultati professionali e di business attraverso formandosi nel digitali (e non solo). In un unico abbonamento hai accesso a 400+ corsi, 120+ risorse, 25+ percorsi, live webinar e certificazioni. 190.000 professionisti/e e oltre 700 aziende si formano su Learnn per crescere.
Vogliamo digitalizzare l’Italia, una persona alla volta.
Per farlo ci proponiamo di democratizzare l’apprendimento e accelerare la crescita di persone, idee e aziende attraverso strumenti tecnologici a supporto di qualsiasi professionista.
In un unico abbonamento hai accesso a 400+ corsi, 120+ risorse, 25+ percorsi, live webinar e certificazioni. Potrai fruire i corsi sia dalla piattaforma web che dall’app.
I corsi sono on-demand, mentre i webinar sono live e poi caricati nella piattaforma per essere visti on-demand quando vuoi.
Potrai seguire i contenuti da computer, tablet e smartphone.
Scarica l’App iOS/Android Learnn e segui i contenuti in modalità video, audio e testo.
Certamente. Learnn ha un piano gratuito che ti permette di accedere al 40% di ogni corso in maniera gratuita e solo con la tua email, no carta richiesta. Crea il tuo account per iniziare a seguire qualsiasi corso.
Learnn Pro costa 16.99 euro al mese nel piano trimestrale, ma offriamo sconti per il piano annuale. Crea il tuo account per vedere il prezzo corrente.
Si, le nostre certificazioni vengono rilasciate al completamento dell’80% di ogni corso dopo il superamento di un quiz di 10 domande.
La certificazione potrà essere condivisa sul proprio profilo personale Learnn e sui proprio profili LinkedIn e CV.
Le nostre certificazioni sono riconosciute da centinaia di aziende che formano i loro team su Learnn e queste aziende assumono abitualmente dentro alla nostra piattaforma.
Iscrivendoti a Learnn avrai accesso ad una community con 190.000 professionisti dove potrai confrontarti, fare networking e trovare nuove opportunità.
Inoltre potrai partecipare a workshop live e fare domande ai professionisti che hanno tenuto i corsi.
Se avessi altre domande puoi usare la live chat qui di fianco.
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