Lezione dal corso Digital Public Speaking 2.0
Ci sono differenze tra l'intervista online e l'intervista in presenza? Domanda scontata naturalmente sì, ma ci sono anche differenze tra l'intervista in presenza in uno studio e intervista in presenza con il pubblico.
Io vorrei con voi fare un esperimento e utilizzare una cavia che forse conoscete per potervi spiegare qualche dinamica.
Luca, vieni, vieni qua se hai voglia di fare questa intervista eccoci qui.
Prego, mettiti da questa parte.
Io direi facciamo sono il classico esempio di intervista per chi sta seguendo chiaramente questo modulo, questo corso che ti utilizziamo come cavia per farlo partiamo dall'intervista in presenza.
Innanzitutto siediti che ci fa piacere avervi seduto, mi siedo anch'io.
Le differenze sono notevoli tra l'intervista il remoto e intervista in presenza.
La prima cosa che chiaramente vi sembrerà scontata è che io posso vedere la fisicità di luca del nostro ospite, cosa che chiaramente online non possiamo vedere.
Vediamo mezzobusto, ma soprattutto non lo possiamo vedere prima.
Durante le interviste in presenza ci beviamo un caffè, chiacchieriamo, capiamo anche com'è a livello di morale, di entusiasmo cerchiamo anche di capire com'é vestito se magari è una giornata no una giornata si' vediamo anche il muovere del piede classico.
Un po' nervoso vediamo tutto.
Queste sono delle componenti effettivamente che spesso lasciamo dai per scontate e poi dopodiché questo ci agganciamo anche un po' il nostro modulo, il nostro corso di digital public speaking lo guardiamo negli occhi.
Anche questa è una cosa molto diversa, no? Non so quante volte Luca ti capita di fare un'intervista online in remoto in un sapere quando devi parlare aspetta, vai tu vai, continua tu.
Queste sono dinamiche che invece quando facciamo l'intervista in presenza non ci sono assolutamente.
Anche qui noi possiamo vedere se questo momento luca ha le mani diciamo chiuse in questa maniera come si muove dall'altra parte.
Possiamo anche capire come posizionarlo.
Lui ora è direzionato verso di voi verso il pubblico e sta chiaramente continuando a girarsi verso di me e non è comodo perché dovrebbe fare tutte le interviste in questa maniera, quindi possiamo chiedere all'ospite se non abbiamo il pubblico o abbiamo il pubblico, magari di girarsi un pochettino più verso di noi, quindi da sforzare di meno renderlo un po' piu' naturale.
Tenete conto che al di là dei primi minuti in cui il nostro ospite è seduto, in cui magari è diciamo così, un po' elettrizzato, poi dopodiché si rilassa e quindi si accascia.
Ecco il sì sì, anche sullo sgabello si rilassa troppo e quindi a dargli una posizione subito molto rilassata.
Ci dà la possibilità anche di capire che lui durerà un po' più a lungo.
Dopodiché pensiamo anche la differenza.
Ora parla un cliente di presenza con il pubblico.
Noi ora stiamo facendo questa chiacchierata, ci guardiamo tra di noi.
Mi viene naturale ogni tanto guardare in camera perché mi piace parlare con voi, ma non sarebbe necessario.
Noi potremmo chiacchierare tutti e due in questa posizione parlare, non comunicare verso l'esterno.
Molto diverso questo se un'intervista viene fatta.
Mario, Luca, Luca, Mario oppure Mario Luca pubblico pubblico Mario Luca é chiaramente importante perché non è detto che tutti gli ospiti quindi magari anche voi siate abituati a girarvi quando rispondete a ritornare indietro.
Questo accade molto spesso quando c' è un pubblico.
Non so se ti accade.
Ti accadeva anche quando c' è un pubblico in sala, dove tu in realtà rispondi, ma cerchi i volti delle persone, rispondi alle persone.
Io personalmente quello che succede spesso era proprio che cerco di guardare l'interlocutore quando mi viene posta la domanda e poi cerca invece di continuare, quasi riproporre l'inizio della domanda per dare una risposta guardando il pubblico è la cosa giusta da fare oppure no? Dipende dal format che dipende dalla chiacchierata.
Se noi chiaramente stiamo facendo, come in questo caso, la parte formativa.
Quindi noi parliamo con te che ci stai seguendo dal tuo computer, del tuo smart, da dove sei chiaro che è una comunicazione che facciamo insieme come se fossimo in aula, quindi è un consiglio che ti do.
Quindi la tua risposta è un consiglio che arriva alle persone a casa e invece stiamo chiacchierando sulla dinamica tuo personale, tua lavorativa e in questo momento non c' è nessuno.
Ipoteticamente, la nostra chiacchierata dovremmo girarci, anzi sarebbe più naturale e chiacchierare un po' tra di noi.
Questo incide anche molto nella gestione del tempo.
Se siamo con il pubblico e se siamo parlare verso l'esterno.
Di norma nacque molto di più i contenuti, perché già il fatto di avere dei feedback verso le persone all'esterno o vedere cosa succede l'applauso il rumoreggiare.
Quanti di voi hanno il le persone alzano la mano, questo chiaramente molto bello sei in presenza risulta molto più efficace se in realtà sei registrato e vuoi fare il tuo primo diciamo la tua priorità è registrare un corso.
Se invece questa cosa è più show, quindi modalità in presenza con il pubblico assolutamente funziona, perché la priorità è sulla offline un'altra dinamica molto interessante l'interazione con le persone che seguono il remoto qua saltiamo dalla presenza in remoto quando facciamo un'intervista con una persona fisicamente.
Noi tralasciamo il remoto.
Non guardiamo le chat, quindi in realtà compensiamo molto alla nostra chiacchiera tra noi due quando in realtà facciamo in remoto quasi l'intervistatore è un gancio di lettura delle domande, forse certe volte troppo del pubblico, per cui bisogna stare attenti se siamo degli ospiti, delle persone che chiaramente sono intervistate a capire qual è la priorità, cosa siamo qui.
Siamo qui per il pubblico e per le domande della chat.
Quindi l'intervistatore è uno strumento solo a rispondere alle domande di Mario e poi eventualmente c' è qualcosa che utilizza Mario per fare una domanda Luca, questo te lo dico a te come ospite quella cosa che ti piace di più Io penso prima in questo caso qua per come sei abituato.
Si, a me assolutamente lily, diciamo le domande che arrivano dal pubblico sono interessanti se in realtà è un'intervista, diciamo per il pubblico più formativo, altrimenti no, perde il valore.
Anche il contesto fisico influenza la temperatura, l'illuminazione le persone che sono nel backstage tecnici.
Tutto quello che è fisicamente influenza la tua tipologia di risposta come ospite.
Ripeto, non è banale perché magari per quelli che sono più forti sulle interviste puoi posizionare uno studio televisivo e non radiofonico in un podcast.
In realtà riescono a muoversi.
Invece magari come voi si sta avvicinando, fa delle prime interviste rispondere agli intervistatori, ma è all'inizio un contesto potrebbe cambiare addirittura tutte le vostre risposte.
Io personalmente, proprio alla mia routine, prima vado molto prima delle interviste, eccetera per studiare il luogo oltre proprio sedermi sul palco e stare lì a guardare, anche se il palco vuoto io vado a parlare con ogni singola persona, nella regia, eccetera e gli faccio tutte le domande che potrebbero essermi utili per imparare e per le prossime volte non dovro' piu' porre quelle domande, ma oltre questo, proprio per creare una relazione con queste persone che poi mi accompagnano.
Quindi chiedere dal ma mi fai vedere come par tira la presentazione? Ci sarà una un intro musicale o non ci sarà.
Quando mi siedo le luci cambieranno o rimarranno tali le telecamere posso c'? È una luce rossa che compare sopra per capire da quale telecamera guardare.
Durante tutte queste informazioni per me riducono l'incertezza e quando poi capita che magari arriva una domanda scomoda dal pubblico non devo piu' pensare a tutto il resto, ma solo a dare la miglior risposta.
In quel caso su quello è un focus importantissimo Luca perché ti permette di pensare alle cose importanti.
Ulteriore elemento di differenza con il remoto No, noi quando facciamo un'intervista in remoto siamo anche diciamo così irresponsabili.
Dell'uscita tecnica non ci pensiamo no, ma perché ormai lo diamo per scontato che quando cioè tutti i software possibili e immaginabili.
Però se l'intervista si Freeza rallenta, va a scatti la rete, le luci, la camera che utilizziamo, il nostro computer, il backstage che abbiamo a casa nel nostro ufficio è nostra responsabilità.
Qua invece, come dicevi tu giustamente arrivi nella scena, arrivi nell'evento, arrivi nello studio, ti accomodi, fai benissimo arrivare prima a capire anche gli altri prima di te, come hanno vissuto quell'esperienza e ti cabili calibri solo su quello che è importante i contenuti, il fatto di essere fra virgolette naturali, di viverla bene.
Molte volte invece l'ottica tecnica di seguire tutte le parti che non ci competono.
Per esempio a me in questo momento interessa relativamente la luce, la camera come fatta, perché in realtà noi abbiamo demandato a dei professionisti questa tipologia di iniziativa.
Invece siamo a casa, è colpa nostra o merito nostro, la buona riuscita, altre cose che in realtà sono utili da capire.
Per quanto riguarda un'intervista in presenza abbiamo detto il tempo, però il tempo è chiaro.
Tu dovresti poterlo vedere molte volte nelle interviste, magari studio interviste non super mega professionali.
Non abbiamo un countdown, il cosiddetto gobbo, il tele pronte, ma in realtà ci dobbiamo fidare.
Un po'.
La nostra diciamo così dialettica è la nostra immaginazione.
Ma il mio consiglio è chiaramente quello che dicevamo di provare a registrare alcune risposte e calibrare sì sulle proprie velocità, perché altrimenti rischiamo di andare troppo lunghi, andrai troppo stretti e di non seguire.
Poi l'intervista tu come fai io personalmente quando qualcuno mi propone di mandarmi le domande prima io chiedo proprio non voglio assolutamente sapere le domande perché non mi voglio preparare le risposte, perché penso che la miglior come stiamo facendo adesso la migliore improvvisazione ti permette di essere naturale.
E la naturalezza in questo caso è molto meglio che una risposta perfetta, ma costruita.
Però questo è forse qualcosa di mio.
Ma anch'io all'inizio quando facevo dei video da solo a casa, che è la modalità potenzialmente più sicura, sei da solo, puoi rifarlo? Quante volte vuoi per mettere in pausa? Puoi tagliare.
Facevo cose completamente diverse.
Scrivevo una scritta, leggevo una frase, non mi piaceva.
Come ho detto, la Riley la ricevo dieci volte.
Poi passavo quella dopo che un video di trenta minuti diventava dieci minuti esattamente o meno che usciva, poi cambia.
Col tempo devi trovare la tua modalità malissimo.
Devi fare la cosa che ti rende secondo me più a tuo agio con te stesso.
Sì, la cosa interessante è che chiunque comincia a questo approccio si fissa completamente sulla parte tecnica, sulle singole parole.
Ma sappiamo bene quanto gli studi ci raccontano ogni singolo anno.
Quanto è importante il para verbale? Quanto una persona si muove? Si, in qualche maniera si comporta fisicamente il contenuto di per sé le parole sono importanti, ma molto fino a un certo punto perché siamo degli animali ancora molto animali poco tecnologici e questo ci deve però spostare il fuoco.
Se noi stiamo bene come intervistati, l'intervista esce bene.
Se noi non stiamo bene, c'è qualcosa che non va c'è qualcuno che ci disturba.
Quella cosa che volevo dire non l'ho detta.
Naturalmente verremo percepiti come nervosi, ma percepiti come frettolosi perché dovremmo? Alla fine speriamo che arrivi il momento in cui posso dire quella cosa.
Quindi anche da questo punto di vista è importantissimo passare da mi devo scrivere tutto, devo dirlo a memoria a ci sono dei momenti, so utilizzare degli ancoraggi per poter raccontare delle delle cose.
Anche in questo caso è utile la preparazione, perché altrimenti se noi arriviamo su un palco con un'intervista e fissiamo solamente la nostra, il nostro diciamo la nostra cella è la nostra sfida su quello che devo dire senza capire come devo farlo percepire.
Finiamo nell' angoscia di dire il numero, la parola un'addetta dietro l'altra senti è sulla parte chiaramente remota.
C' è tutto un nostro percorso.
Digita public speaking molto interessante sulle corna, che però per assurdo per me in qualche caso si può utilizzare anche dal punto di vista in presenza.
Certo, ti parlo del sorriso, ti parlo di una anche movimentazione fisica ben delineata, ben definita.
Il fatto di avere una postura anche precisa dall'inizio alla fine dell'intervista la vostra, quella che vi sente piu' in cui vi sentite più comodi, ma la postura é importante.
Qua ci aggiungo un pezzettino chiaro.
Ora siamo in un periodo un po' particolare però volta questo dico da intervistatore, ma potrebbe funzionare anche intervistato quando c' è qualche cosa che non funziona.
Quando c' è qualcosa in cui voi due volete inserirvi il consiglio di toccare la persona nel momento in cui sta parlando provatelo.
La persona sta rispondendo e io ti tocco in qualche maniera basta solamente un contatto e tu in questa maniera ti fermi e io subentro nella chiacchierata.
Questo come altri piccoli stratagemmi nel come stai facendo tu, annuire, confermare, dare supporto.
Ovviamente non tutta l'intervista è così, ma del gadget da automobile, ma sottolineare cercare di utilizzare anche delle dinamiche di mobilità limitata non mi devo alzare.
Non mi devo muovere non soltanto per i tecnici che sono impazziscono, ma anche per chi è a casa.
Perché sullo smartphone o più facile seguire un ragionamento su L'immagine non dico fissa, ma con una sua dinamica precisa, col suo stile preciso rispetto un po' più movimentata, a meno che non sia appositamente in in viaggio.
Quindi io comunque gli valuterei per le nostre interviste, per le nostre chiacchiere, sia da intervistatore che da intervistato, in presenza di alcune cose che sono molto male.
Le riepiloghiamo guardarsi, annuire e cercare di capire dove siamo.
Se siamo qui tra di noi, ci dobbiamo in qualche maniera vedere speculare o siamo rivolti verso l'esterno? Quanto vogliamo essere rivolti verso l'esterno? Quanto è partecipe il pubblico alla creazione del contenuto? E se siamo in remoto siamo anche in ibrido, ma dobbiamo leggere le domande della chat.
Che valore vogliamo dargli? Anche da intervistato è necessario saperlo prima dell'intervista non durante.
Praticamente va a calibrare i nostri contenuti.
Se abbiamo un momento in cui dobbiamo in qualche maniera stoppare o avere un punto di contatto.
La fisicità a noi ancora piace.
Come esseri umani utilizziamo, la utilizziamo in maniera limitata e chiaramente cerchiamo di dare anche una dialettica di inizio e di fine alla nostra chiacchierata.
Questo l'abbiamo gia' chiuderla qua.
Questo è assolutamente importante perché è esattamente quello che ha fatto notare Non tutte le persone, come hai appena fatto tu e come tendenzialmente faccio io ogni fine frase, danno un piccolo spazio per lasciare anche che la persona possa inserirsi nel caso che voglia.
E invece quando ci sono queste persone che magari sono più nervose e hanno bisogno costantemente di occupare il silenzio con eccetera, perché pensano che usando il silenzio verranno percepiti come poco autorevoli o che non sanno le cose.
Quando ci sono persone che non lasciano silenzio, è difficile inserirsi il contatto fisico e la gestualità in questo caso qua puo' assolutamente aiutare.
Una cosa che io per esempio non sapevo perché non faccio questo lavoro, ma è assolutamente corretto e vedi che
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