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Storytelling vincente: 7 esempi di storie che lasciano il segno

Crea un legame autentico e coinvolgente con il tuo pubblico grazie allo storytelling: ecco alcuni esempi di storytelling visivo e narrativo.
Storytelling vincente: 7 esempi di storie che lasciano il segno

Cosa vedremo in questo articolo

Lo storytelling è l’arte di comunicare un messaggio o una narrazione attraverso l’uso di storie coinvolgenti che catturano l’attenzione. Fare storytelling comunicando i valori, la mission e la personalità aziendale consente di creare un legame emotivo con il proprio pubblico, suscitando un’identificazione con il brand.

È quello che fanno Apple, Coca-Cola, Nike e molti altri giganti dell’imprenditoria che, grazie alla loro capacità di raccontarsi, sono riusciti ad imprimersi nella mente del consumatore.

Ma come si può costruire uno storytelling vincente nell’era dei social? Quali strumenti abbiamo a disposizione, e come possiamo usarli?

Vediamo insieme tutto questo, condito con alcuni esempi pratici di storytelling di aziende e personal brand. Ma prima di tutto… Ti sei mai chiesto qual è il vero significato dello storytelling?

L’arte di saper raccontare storie

L’Iliade e la Divina Commedia, Harry Potter e Il Signore degli Anelli.

Ogni grande storia inizia con un viaggio. Un viaggio in cui il protagonista è costretto a rinunciare al proprio status quo per addentrarsi in un’avventura che stravolge l’equilibrio del suo mondo ordinario.

È il viaggio di chi abbraccia il caos e le difficoltà incontrate durante il cammino per un bene superiore, come l’inseguire un sogno o lo sconfiggere una paura: soltanto affrontando e superando le sfide, il protagonista potrà far ritorno a casa, ma ora come una persona nuova e più saggia.

I valori al centro di tutto

Harry Potter si avventura tra mille sfide e pericoli per salvare il mondo dei maghi dall’oscuro Lord Voldemort. Frodo Baggins affronta mille ostacoli per distruggere l’anello di Sauron, così da impedirne il dominio sulla Terra di Mezzo.

Storie come queste affrontano tematiche e parlano di valori quali l’amicizia, l’amore, il coraggio e il sacrificio, uniti in una lotta contro il male.

Questi sono gli elementi trainanti di ogni racconto, e sono gli stessi che un brand aziendale o un personal branding dovrebbero sempre comunicare per emozionare e legare il suo pubblico alla nostra realtà, alla nostra storia e a come noi percepiamo il mondo.

Ma come si fa a risultare genuini, quando lo storytelling diventa uno strumento di marketing?

Possiamo farlo attraverso lo storytelling visivo e lo storytelling narrativo. Entriamo subito nel vivo dell’argomento!

    Esempi di storytelling visivo

    Lo storytelling visivo crea un’esperienza visiva ed emotiva in modo rapido ed efficace, comunicando una storia grazie alle infografiche, video e fotografie.

    Ma perché comunicare con lo storytelling visivo?

    Perché il cervello elabora le immagini più velocemente rispetto alle parole, dunque aumenta le probabilità di essere notato dallo spettatore che osserva il contenuto.

    Inoltre le immagini hanno una maggiore predisposizione alla condivisione rispetto alle parole in quanto se ci troviamo di fronte ad un contenuto emozionante, rilassante o utile, tendiamo a volerlo condividere con gli altri.

    Dunque sorge spontanea una domanda: “Come possiamo applicare lo storytelling visivo sui canali aziendali?

    Dando per buono che ciò che diremo può essere applicato in ogni social network, in questo articolo vogliamo concentrarci su Instagram in quanto è la piattaforma che più di tutte mette a disposizione un gran numero di formati visuali.

    Partendo da questo, vediamo come sia possibile fare visual storytelling grazie ai formati carosello, storie e reel.

        Carosello: come sfogliare un libro

        Il carosello è l’unico formato di Instagram che permette di sfogliare le immagini come se fossero pagine di un libro. Questa caratteristica rende l’esperienza simile a quella che si vive durante la lettura di un libro cartaceo.

        Quando si deve costruire un carosello, spesso l’errore che si commette è quello di buttare al suo interno quante più informazioni possibili, rischiando così di occupare tutto lo spazio e di ottenere un’accozzaglia di testi, grafici e altri elementi che non comunicano un bel niente, anzi creano soltanto confusione.

        Sapere impostare il contenuto del messaggio, rispettando una struttura narrativa che ha un inizio, un corpo e una fine, permetterà all’utente di immergersi nel racconto e rimanere interessato grazie alla dinamicità che si crea all’interno del contenuto.

        Learnn: il sudato lancio di Offline 😰

        Lanciare un evento importante come quello di Offline è stato davvero bello, ma ha portato con sé una considerevole quantità di bug, rallentamenti dei server, e problematiche varie (SPOILER: alla fine è andato tutto per il meglio!).

        Ci piace raccontare come stanno le cose: per questo abbiamo voluto comunicare, all’interno di un carosello, i momenti clou vissuti su Slack.

        Ecco che le nostre disperazioni e risoluzioni ai problemi diventano screenshot per narrare una storia, et voilà: una storia di chi stava lanciando un evento e si è ritrovato impantanato tra mille problemi tecnici ha preso forma!

        Storie: “dinamicità” è la keyword

        Così come per i caroselli, anche per le stories vige la stessa regola: evitare un’accozzaglia di informazioni all’interno di una singola storia, piuttosto è meglio costruire un racconto da suddividere all’interno di un gruppo di storie sequenziali.

        “Dinamicità” è la parola d’ordine: utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione all’interno delle storie non annoieremo mai l’utente che, anzi, sarà propenso a voler scoprire come finirà il racconto.

        Quindi via libera all’uso (pensato) di testi, sondaggi, video e foto.

        Raccontare viaggi con le storie: il caso Human Safari

        Nicolò Balini, in arte Human Safari, è un fotografo e videomaker che ama viaggiare. Ogni giorno condivide su YouTube e Instagram le sue esperienze di viaggio.

        All’interno delle sue storie Instagram mostra i luoghi che visita in giro per il mondo, saltando da brevi video a foto che raccontano momenti particolari di quel viaggio.

        Come vedi negli screenshot qui sotto, nel suo viaggio in Uzbekistan inizia il racconto parlando di un aneddoto sul volo di partenza, per poi mostrare i luoghi più belli dello Stato, tra foto e video che riprendono dettagli particolari.

        Infine ferma il tempo su un preciso momento con una foto, come a voler ricordare quell’episodio: è la foto di lui a fianco a una donna che vende lingue, zoccoli e stomaci di animali.

        Screenshot delle storie di Human Safari durante il suo viaggio in Uzbekistan

        Reel: brevi racconti, grandi storie

        I reel sono video brevi, della durata massima di 90 secondi.

        Mentre nelle storie risulta più facile scandire il ritmo della narrazione grazie a foto, video, testi ed elementi interattivi, nei reel si deve sapere costruire un racconto breve, anche dinamico, che però sia in grado di portare l’utente da un punto iniziale del racconto fino ad un punto finale, ma all’interno dello stesso contenuto.

        Quindi se ogni storia può essere scollegata dalla precedente, nei reel il susseguirsi del racconto diventa imprescindibile.

        Resta il fatto che il reel ha come scopo finale quello di intrattenere, dunque la dinamicità degli elementi lo rendono perfetto per raccontare senza mai annoiare.

        Se non è una storia, è un reel: (sempre) il caso Human Safari

        Dunque se nelle storie Human Safari racconta le vicissitudini del viaggio in tempo reale, nel reel la comunicazione potrebbe trasformarsi in una breve storia con i momenti salienti della sua avventura, accompagnati dalla voce che racconta i fatti avvenuti.

        Ad esempio, nel reel qui sotto, Nicolò racconta in una manciata di secondi di quella volta che fece il bagno nelle acque più fredde del mondo, in Antartide.

        Persone al lavoro: il caso Klarna

        Se invece vogliamo fare un esempio alternativo di storytelling visivo, attraverso i reel, possiamo vedere come Klarna mostri Bianca Saunders (designer londinese) al lavoro, mentre lei stessa racconta con la sua voce l’amore per il suo lavoro e quali emozioni vuole suscitare in chi indossa i suoi capi d’abbigliamento.

        Esempi di storytelling narrativo

        Con lo storytelling narrativo sono le parole a condividere le storie personali: ecco che le didascalie dei post diventano un valido strumento a supporto del messaggio comunicato con la parte visiva.

        Che tu sia un brand aziendale o un personal branding devi tenere a mente che i social sono fatti di persone, perciò dobbiamo essere quanto più personali possibili, con il giusto tocco di umanità. Solo così riusciremo a far affezionare il pubblico a noi.

        Ecco che, in tal senso, dobbiamo saper raccontare le nostre immagini, condividere la nostra storia o aneddoti unici e saper documentare il nostro percorso: tutto questo empatizza con le persone e le avvicina a noi, specialmente quando la storia raccontata presenta esperienze intense in comune con chi ci legge.

        Raccontare le immagini

        Ciò che distingue un’immagine anonima da una ricca di significato è il messaggio che vogliamo attribuirle.

        “Cosa rappresenta questo scatto? Da dove è nato? Perché è nato? Che significa ha?”

        Diamo una risposta a tali domande, spieghiamo cosa rappresenta per noi quell’immagine. Arricchiamola di quel “sale” che rende il nostro “piatto” unico e inimitabile.

        Apple: parla senza parlare

        Apple, nella sua semplicità, racconta l’ispirazione che si cela dietro le immagini artistiche scattate da alcuni fotografi con l’iPhone.

        Nell’esempio qui sotto si pone l’attenzione sull’importanza dei momenti quotidiani: “C’è qualcosa di genuino nella quotidianità che merita di essere fotografato.”

        Ecco che Apple si racconta attraverso gli occhi di altre persone (foto di Sara Camporesi) senza mai nominare l’iPhone, elogiandone al tempo stesso e nel silenzio più assoluto la sua potenza fotografica.

        Condividere storie personali

        Le storie personali affascinano e avvicinano le altre persone: mostrano il nostro lato più umano, spazzano via le maschere a favore della realtà.

        La condivisione dei momenti difficili, il superamento degli ostacoli, le vittorie e le emozioni che si provano accomunano e creano un legame indissolubile con chi sta vivendo quella stessa situazione.

        E tutto questo, in un modo che elogia il successo e la perfezione, è l’elisir vincente per ottenere approvazione, fiducia e rispetto dalle persone. 

        Nike x Alphonso Davies

        Nike si fa portavoce del calciatore Alphonso Davies raccontandone la storia in pochissime ma potenti parole, che ripercorrono la sua storia personale:

        “Un calciatore di talento. Un rifugiato ghanese. Un orgoglioso canadese. Un rapper in arrivo. Un idolo di TikTok. Un fenomeno di streaming su Twitch.”

        Sei piccole frasi che lasciano immaginare come una persona sola possa vivere sei vite diverse.

        Documentare il processo

        Documentare è un modo per rendere partecipe la community alla propria storia e al proprio lavoro. Si può documentare il processo di realizzazione dei contenuti social, oppure del lavoro che svolto per conto di un cliente.

        Un’impresa può mostrare le fasi di creazione del suo prodotto, oppure documentare una fase della sua storia aziendale: la didascalia diventa così uno strumento per approfondire ciò che le immagini non riescono a dire.

        Storia di Pannocchia, l’elefantessa: il caso Barba Scura X

        BarbaScura X documenta in un carosello tutti gli avvenimenti accaduti mentre lui e il suo team di volontariato mettevano il radiocollare all’elefantessa Pannocchia.

        Nella didascalia del post parla dell’importanza di Pannocchia all’interno della riserva, di come sia difficile gestire un animale dalle dimensioni notevoli. Documenta il momento in cui sollevano l’elefantessa e il suo risveglio.

        Post di Barbascura X come esempio di storytelling narrativo: racconta e mostra l'aiuto dato ad un'elefantessa

        ​​Impara a comunicare sui social

        Abbiamo visto che lo storytelling è lo strumento più potente che abbiamo per relazionarci ed empatizzare con le persone.

        Mentre lo storytelling visivo racconta storie ed evoca emozioni grazie all’uso di immagini, video e grafiche – leggi l’articolo su come Emalloru comunica sui social – lo storytelling narrativo utilizza le parole per contestualizzare la parte visiva, veicolando messaggi profondi e ricchi di significato.

        Se tutto quello che hai letto ti è piaciuto, allora potresti tenere in considerazione l’idea di acquisire competenze di copywriting e social media marketing per imparare a comunicare efficacemente sui social, e aprirti così a nuove opportunità lavorative.

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